MERCATI               
AZIONARIO ITALIA               
  COMMENTO (6/9/2010)
   Grafici | Analisi Operativa | Segnali Tecnici | Download S&P MIB
I dati sul mercato del lavoro statunitense, migliori delle aspettative, hanno riportato un clima di serenità tra gli investitori, sempre più preoccupati per uno scenario di double dip. La settimana corrente non presenta un ricco calendario macro, con i dati sulla produzione industriale nell´area euro ed il Beige book negli Usa. Un elemento che potrebbe contribuire a svelare il sentiment degli operatori in assenza di un newsflow trainante, mentre si avvicina la scadenza trimestrale delle tre streghe sul mercato dei derivati. In positivo sia la chiusura dei principali indici asiatici, Nikkei, +2,05%, Hang Seng, +1,63% e Asx, +0,83%, che l´apertura dei mercati europei, con il Dax, +0,33%, il Ftse 100, +0,45% e il Cac 40, +0,50%. A Piazza Affari dopo trenta minuti di contrattazioni il FTSE Mib si attesta a 20.735, +0,45%, spingendosi immediatamente a testare il livello di resistenza intraday in area 20.800. Tra le blue chip italiane è il comparto tecnologico con STM, +1,44%, a guidare i titoli al rialzo, seguito dal Banco Popolare, +1,15% e da Prysmian, +0,94%. Ancora aggiustamenti sul comparto del lusso, con penalizzazioni sia per Luxottica, -0,80% che per Bulgari, -0,40%. Sugli altri mercati il cross Euro/Dollaro è in lieve rialzo a 1,29 così come il future sul Bund che recupera i 132 punti.

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  INDICI

  MIGLIORI & PEGGIORI
  TREND

  TITOLO DEL GIORNO

Indice breve medio lungo
Mondo (MSCI World Index)  Mondo (MSCI World Index)                           Mondo (MSCI World Index)                           Mondo (MSCI World Index)
Francoforte (Dax Xetra) Francoforte (Dax Xetra)                               Francoforte (Dax Xetra)                               Francoforte (Dax Xetra)
Londra (FTSE 100) Londra (FTSE 100)                                     Londra (FTSE 100)                                     Londra (FTSE 100)
New York ( S&P 500 ) New York ( S&P 500 )                                  New York ( S&P 500 )                                  New York ( S&P 500 )
New York (Nasdaq Comp) New York (Nasdaq Comp)                                New York (Nasdaq Comp)                                New York (Nasdaq Comp)
Tokyo (Nikkei 225) Tokyo (Nikkei 225)                                    Tokyo (Nikkei 225)                                    Tokyo (Nikkei 225)
Zurigo (SMI) Zurigo (SMI)                                          Zurigo (SMI)                                          Zurigo (SMI)
FTSE Italia All-Share FTSE Italia All-Share                              FTSE Italia All-Share                              FTSE Italia All-Share
FTSE Italia Micro Cap FTSE Italia Micro Cap                              FTSE Italia Micro Cap                              FTSE Italia Micro Cap

Elaborazioni su dati del 3/9/2010

DERIVATI               
Grafici
  TREND
Derivati breve medio lungo
Bund (Eurex) Bund (Eurex)                  Bund (Eurex)                  Bund (Eurex)
Liffe FT-SE 100 Liffe FT-SE 100               Liffe FT-SE 100               Liffe FT-SE 100
Long Gilt (Liffe) Long Gilt (Liffe)             Long Gilt (Liffe)             Long Gilt (Liffe)
US Tbond (CBOT) US Tbond (CBOT)               US Tbond (CBOT)               US Tbond (CBOT)
Elaborazioni su dati del 2/9/2010

VALUTE               
Grafici | Convertitore
  CROSS EURO
FONDI ESTERI & SICAV               
Grafici
  CLASSIFICHE
 TENARIS
Buy Area 
Last price:
14,080
Entry Price:
14,500
Stop Loss:
13,350
Target 1:
15,150
Target 2:
15,800
L'analisi
Da febbraio l’impostazione grafica di medio termine di Tenaris è andata deteriorandosi e questo ha causato anche un abbassamento della forza relativa rispetto al FTSE MIB. L’indebolimento della redditività e dei fondamentali del Gruppo, emersa dalle ultime trimestrali, ha favorito la chiusura delle posizioni long sul titolo. Inoltre nelle scorse settimane il titolo ha risentito negativamente dello sciopero dei camionisti argentini che hanno costretto la controllata Techint a bloccare cinque impianti. La strada per ritrovare lo smalto del 2009 non si preannuncia facile da percorrere. Anche il nostro giudizio sul trend di breve periodo è negativo. Il mese scorso le quotazioni hanno dapprima tentato un rimbalzo in corrispondenza del pivot low disegnato in maggio, ma in seguito hanno rotto anche questo supporto raggiungendo i 13 euro. Un primo segnale di distensione verrebbe fornito con il superamento dei 14,50 euro, anche se la resistenza più significativa per i corsi è posta in area 16 euro. Per quanto riguarda le strategie di acquisto sulla debolezza proponiamo invece di attendere i prezzi sul supporto a 12,50 euro. Suggeriamo però di chiudere le posizioni long se i ribassisti dovessero riuscire a conquistare anche questo livello, in quanto l’impostazione grafica del titolo si complicherebbe ulteriormente.
Aggiornamento al 3/9/2010
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